30 dicembre 2011

Torta Salata con Cavolo Romano e Paglierina

Mi sono letteralmente persa, ho perso i 1.000 vostri post, i mille auguri, il mio blog...perchè mi sono letteralmente fatta travolgere dal Natale, dalla mia famiglia e avendo il marito a casa, io e la mia stellina ,ci prendiamo tanto cura di lui...tanto!!
Ho staccato la spina, il Natale è passato, i suoi kili li ha lasciati (quello è il regalo più brutto), e vi dirò che sono anche nauseata da tutto questo cibo.


23 dicembre 2011

il vincitore è.....

In ritardo, da come promesso, oggi ufficialmente il vincitore del mio contest!!!!!

Però prima..

Vi voglio augurare buon Natale, volevo pubblicarvi ancora qualche dolcetto prodotto con la nonna, ma sono di corsa, tra preparativi della cena, trasformazione in Babbo Natale non ci riesco proprio.
Da quando c'è Viola il Natale è ancora più bello, sono tornata bambina, tutto è più magico...
Me la immagino a bocca aperta quando troverà sul pianerottolo tutti i doni, (da voi dove li lascia??), l'anno scorso siamo stati fortunati...Babbo Natale in persona, con il suo saccone, ci ha suonato alla porta... ma quest'anno mi sa che è di fretta, altrimenti come fa a portarli anche a voi???
Ritorniamo agli auguri, spero che questo Natale vi porti tutto, ma proprio tutto quello che volete!!

20 dicembre 2011

Puntata 2: la nonna e le sue orecchiette homemade alle cime di rapa

Ormai abbiamo creato una casa discografica, mentre io son qua che vi scrivo mia nonna sta già impastando per la prossima puntata..quindi sapendo che tra poco mi squillerà il tel e mi sentirò dire: "ti vuoi muovere..." faccio che postarvi il tutto e correre da lei..

Sapete com'è se la star mi si indispettisce dove ne trovo più una così brava?????


Oggi parliamo di orecchiette, quindi le proveremo a fare insieme e poi le cucineremo con le cime di rapa.




semola di grano duro
acqua
sale

Con la semola mista al sale create la classica fontana conca al centro e versatevi l’acqua tiepida.
Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto morbito e non appiccicoso, fatelo riposare mezzora e successivamente ricavatene tanti serpenti di circa 1 cm.
Adesso c'è la parte più diffile, dare la forma, ma per questo ho creato un video:



Ecco pronte le nostre belle orecchiette, le quantità della farina e dell'acqua non ve le metto perchè dipendono da quante ne dovete fare e soprattutto dalla vostra farina.



Per cucinarle con le cime di rapa procedete in questa maniera: mettere a bollire una bella pentola di acqua.
Quando l'acqua bollirà, salatela eimmergetevi prima la verdura, che avrete precedentemente lavato e spezzettato , e dopo 10 minuti la pasta; mi raccomando nella stessa acqua e tutto insieme.
Quando sarà cotta scolatela lasciando un po' di acqua di cottura e condite con aglio e olio sfritto.



Ecco la mia Viola che apprezza:




18 dicembre 2011

#3 budino al Matcha e vaniglia

Ed eccoci alla penultima puntata al the Matcha.
Ho pubblicato così tante ricette perchè ho partecipato ad uno show room sui thè giapponesi, e mi è stato chiesto se potevo preparare anche dei dolci, quindi visto il tanto materiale ne ho approfittato per condividere con voi tutto ciò che ho preparato.

Oggi parliamo di budino.
Preparazione semplice, per la ricetta ho usato quella che potete trovare nel sito di Giallo Zafferano.

Ve la ricopio e vi segno i miei cambiamenti.



 

Colla di pesce 9 gr
Latte fresco intero 350 ml
Panna fresca 200 ml
Uova 4 tuorli freschissimi
Vaniglia 1 bacca
Zucchero 100g
3 cucchiaini rasi ri the Matcha
 
 

Per preparare il budino alla vaniglia cominciate mettendo i fogli di gelatina ad ammorbidire in una ciotola con dell’acqua fredda per 15 minuti.
Incidete il baccello di vaniglia a metà e prelevatene i semini sempre aiutandovi con il coltello; in un tegame versate il latte e la panna e aggiungete il baccello di vaniglia e i semini; mettete sul fuoco il tegame e portate lentamente gli ingredienti a sfiorare l’ebollizione.
 
Io in questo punto ho aggiunto il the, sciogliendolo con il latte.
Spegnete il fuoco, filtrate il composto in una ciotola per eliminare il baccello ed eventuali residui, unite quindi i fogli di gelatina, ben strizzati, e mescolate fino a scioglierli completamente. In una ciotola dai bordi alti, versate i tuorli e lo zucchero; con l’aiuto di una frusta amalgamateli e quindi unite, sempre mescolando, il composto liquido di latte e panna. Mettete il composto ottenuto in uno stampo e fate raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore prima di servirlo.
 
 
Avete visto com'è semplice prepararlo??
Vi ricordo che la ricetta l'ho presa da qui dove trovate anche la video ricetta.

Mini croissant super rapidi al the matcha #2

Pronti per il Natale??
Il web e i vari blog di cucina sono impazziti letteralmente, ovunque ti danno consigli come preparare il parnzo, e io mi perdo a leggere ricette stupende, e guardare foto di tavole imbandite.

Io sono ancora moolto indietro; prima di tutto non ho ancora pensato al menù, quindi non ho fatto nessuna prova e allora non posso pubblicarvi nessuna ricetta. Perdonatemi!
Sinceramente sono presa da diversi progetti, il primo è quello con la nonna (siete andati a vedere la video ricetta???), la prossima settimana usciranno altre due puntate, poi "quello the matcha", ancora qualche puntata..e poi.. e poi..vi dirò!

Torniamo al nostro the: avete provato a fare il sale? come vi siete trovati?? L'avete usato per qualche pietanza?

Sapete mi piace tantissimo quando mi scrivete consigli, critiche o anche semplicemente che avete provato una ricetta..e questo, secondo me, lo scopo del blog.

Torniamo a noi, oggi vi propongo una ricetta dolce, veloce ma di grande effetto.




Per 15 croissant

1 rotolo di pasta sfoglia pronta
100ml si crema pasticcera (per la ricetta qui)
2 cucchiaini di the matcha
1 uovo
1 cucchiaio di latte
granelle di zucchero


Preparate la crema pasticcera aggiungendole il the sciolto in un po' di latte, una volta cotta fatela raffreddare.
Nel frattempo ricavate dal rotolo di pasta sfoglia dei triangoli , farciteli con la crema che sarà diventata verde e arrotolateli su se stessi creando dei piccoli croissant.
Spattete un tuorlo con un cucchiaio di latte e utilizzatelo per spennellare i dolcetti, decorateli con la granella di zucchero e infornateli per 10 minuti a 180°.

Perfetti per una colazione, una merenda per bambini o per un the con le amiche.







14 dicembre 2011

La torta sette sfoglie di mia nonna!




Un pomeriggio di risate, per fare una torta ci abbiamo impiegato diverse ore, la nonna un po' tesa all'inizio (da dimenticare gli ingredienti) si è ripresa alla grande!!
Da oggi su you tube ho aperto un canale video, dove inserirò delle video ricette, e per l'occasione ho deciso di inaugurarlo con una bella preparazione della mia nonna.
Il dolce che ha preparato è Pugliese, e viene preparato per le feste Natalizie.




Mentre la video registravo e ascoltavo le sue parole, ho confermato ancora di più l'idea che tutto questo è un bene da conservare gelosamente, tutte le tradizioni noi giovani c'è le stiamo giocando.
La vera torta dev'essere rontonda, ma come mi spiegava mia nonna, lei si è trasferita a Torino senza sua mamma e quindi, mentre la bis nonna tirava la sfolgia a mano, a lei non glielo ha insegnato nessuno e da brava autodidatta si è arrangiata.

Spero di aver fatto cosa gradita.





Questo dolce viene anche chiamato pizza a sette sfoglie. Girovagando su internet ho visto che ci sono molte varianti ad esempio con l'anice, uova.
In famiglia noi abbiamo sempre usato questa ricetta che era già usata dalla mia bisnonna.
Ancora una cosa, è un dolce tipico Cerignolano.che ci viene tramandato dalla nobiltà contadina dal diciassettesimo secolo ad oggi.


Riepilogo gli ingredienti:

Per la sfoglia per 4 torte:

1 kg di farina
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di olio
un pizzico di sale


Per la farcia:

500g di uva passa
1 kg di zucchero
3 vasetti di marmellata
500g di cioccolato fondente
pinoli
500g di mandorle tostate
cannella 2 cucchiai













13 dicembre 2011

Che cos'è il the Matcha...puntata 1: sale verde

So che la moda del te Matcha è ormai passata, ma molte volte bisogna andare oltre la moda, quindi adesso incomincerò a bombardarvi di ricette verdi smeraldo che sembra cibo per alieni.

Inizio con un semplice sale, ottimo sul pesce al forno o per le frittate.
Prima però vi voglio spiegare che cos'è il the matcha.


Il tè verde Matcha da, oltre ad un colore particolare, anche un gusto molto caratteristico alle pietanze, infatti ha un profumo e un sapore erbaceo.
Il tè verde matcha viene prodotto in Giappone, dove vengono coltivati tè verdi di altissima.
Ha un metodo di coltivazione particolare, infatti viene coltivato all'ombra, grazie a questo metodo sarà più ricco di vitamine, clorofilla e sali minerali; viene raccolto a mano in Maggio.
I produttori per realizzare il matcha usano le foglie del tè, le fanno essiccare e poi schiacciate con uno stampo di pietra fino a ridurle in una polvere finissima.
In Giappone questo the viene utilizzato per la cerimonia religiosa del the, dove il matcha, che è in polvere, viene mescolato con dell'acqua calda.
Vi elenco i benefici che ho trovato qui.

I BENEFICI:

-previene l'invecchiamento cellulare grazie ai composti fenolici
-riduce il livello di colesterolo
-abbassa la pressione sanguigna
-riduce gli zuccheri nel sangue
-agisce come battericida
-azione diuretica
-stimola il sistema nervoso centrale e la concentrazione in modo dolce e non aggressivo
-contiene 10 volte la quantità di antiossidanti rispetto una tazza di tè verde comune
-contiene 9 volte la quantità di beta-carotene contenuta negli spinaci
-e 4 volte quella delle carote
-ha quasi zero calorie

Adesso torniamo al nostro sale, ecco i semplici ingredienti:






Questa è una delle ricette più veloci che abbia mai scritto, prendete del sale grosso e frullatelo con del the verde in un macinino.  Le quantità potete deciderle voi in base alle vostre preferenze, più the Matcha userete più saprà di bosco.





Una bella idea anche da regalare...

12 dicembre 2011

La torta di pane al cioccolato

Buongiorno!!

Ditemi un po'...ma voi con cosa fate di solito colazione?

A casa mia, in quel momento, c'è sempre molta confusione, non uno che mangia le stesse cose...allora abbiamo Viola che mangia i cereali con il latte, Luca, che se non ha il suo lunghissimo caffè bollente non carbura, ma poi  vuole il latte e poi,  e si perchè c'è sempre qualcos'altro, quindi prepara quel qualcos'altro.... e poi, e poi ....ci sono anche io.... la tifosa della spremuta, quindi prepara la spremuta, ma non solo anche le fette biscottate (le mie).

Capite? appena apro gli occhi sono già li che prendo le ordinazioni..ma sapete cosa faccio quando voglio mettere tutti buoni buoni a fare colazione?
Preparo una facilissima  torta di pane.
La potete preparare la sera prima.




La ricetta è un supersiste di ritaglio di giornale, incollato su un quadernone nato ben 18 anni fa.
Quindi non so dirvi la fonte, forse l'avevo ritagliato da Vera o Anna.

A parte la bontà e la facilità questa torta è molto utile quando nella dispensa si ha un po' di pane duro, io non l'ho butto mai, o lo gratto o lo utilizzo per cucinare ( vedi qui).

Vi lascio alla ricetta, sperando di autarvi ad iniziare sempre una buona mattinata!!




10 dicembre 2011

Lezione di cioccolato a casa Perugina





Mi sono presa del tempo per scrivere questo post, perchè volevo che fosse magico come i tre giorni che ho trascorso a Perugia in splendida compagnia.
Un post al contrario, inizio dai ringraziamenti: la prima è La Gonzi, lei sa perchè, ma oltre a quella cosuccia, anche perchè abbiamo condiviso insieme il viaggio della speranza, ringrazio Francesca la nostra "maestra"  che alla fine era una come noi (e non dico altro), Barbara del gruppo Nestlè, perchè senza di lei non ci sarebbe stato nulla, e poi Federica la regina del Cake Design, elegante anche quando mangia il Mc, Pietro e Francesca perchè sono simpaticissimi, anche se Pietro voleva distruggere i nostri alberelli, Ely e i suoi mille libri di cucina (che invidia!), Sonia e i suoi mille consigli di fotografia, e poi non finiscono qua, c'è ancora Marta perfetta da portare a cena, ti fa morire dalle risate e Franceschina non me la dimenticherò mai in accappatoio sul divano (ci capiamo Fra vero?!).

Il viaggio è incominciato con la Gonzi, siamo partite da Torino con la speranza di raggiungere gli altri a Milano centrale e fare il viaggio con loro, e invece.... causa sciopero....abbiamo perso tutte le coincidenze e ci siamo dovute fare il viaggio da sole!
Nulla di grave, tranne l'ansia che ci ha accompagneto per tutto il viaggio.

A parte l'inizio un po'  incerto ( in un momento di disperazione volevamo tornare indietro), il resto del viaggio è andato molto bene, anzi di più. Le risate hanno fatto da colonna sonora al week end, ma ciò che più mi ha coinvolto, proprio con i cinque sensi, come dice il Maestro, è stato lavorare il cioccolato.

Prima di riempirvi di foto mentre lavoravamo il cioccolato e spiegarvi che cosa ho imparato, ci tengo a raccontarvi una storia....
questa storia appartiene un po' a tutti, perchè sono sicura che tutti una volta, ma anche di più, abbiate mangiato il Bacio.



Tutto incominciò il 30 novembre 1907 quando, nel centro di Perugia, alcuni soci fondatori danno vita alla Perugina.
Il Bacio nasce anni dopo, esattamente nel 1922, dall'idea di Luisa Spagnoli, la quale aveva pensato di utilizzare i frammenti di cioccolato e nocciola che venivano usati per altre preparazioni per creare questo cioccolatino con un cuore di nocciola. 
 nfatti il cioccolato fondente che ricopre il cioccolatino si chiama cioccolato Luisa.
Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l'immagine di un pugno chiuso, dove la nocciola intera rappresenta la nocca della mano.
Fu chiamato per questo "Cazzotto".
Giovanni Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare con il nome di "cazzotti", volle ribattezzarli con un nome più adatto.
Nacque così il Bacio Perugina.
Con un esplicito riferimento a un altro “Bacio”, il dipinto di Hayez, Federico Seneca ideò anche la scatola blu e argento con la coppia che si bacia sotto una pioggia di stelle.
Si dice che i cartigli che si trovano, ancora adesso dentro i Baci, simboleggiano i biglietti che la signora Luisa scriveva al sua amante Buitoni.




Vi lascio alcune immagini della lavorazione.




E adesso, dopo che vi ho fatto sicuramente  venire una grande voglia di Baci, vi racconterò che cosa vuol dire fare una lezione alla Scuola del Cioccolato di Perugia.

Il buon cioccolato lo si vive con tutti e cinque i sensi, dovete sentire che faccia crok, al tatto deve essere liscio, una volta rotto deve avere un buon profumo, alle vista un bel colore e poi al palato...bè... non c'è molto da dire, mangiandone un pezzetto deve farvi sentire in paradiso.

Durante la lezione, il Mestro ci ha insegnato a creare, partendo da del cioccolato sciolto, un alberello di Natale.



Tutto parte dallo stemperaggio del cioccolato, infatti dopo averlo sciolto, deve essere "lavorato" su un piano di marmo e acciaio fino a fargli raggiungere la temperatura di 31°.


Poi può essere colato dentro gli stampi e una volta raffreddato si può estrarre.


Sono dell'idea che la base per lavorare il cioccolato non è difficile, cosa ne pensate? Ma fidatevi di me, è tutto il dopo, unire gli stampi, decorarli con creatività...mamma mia!!

Vi lascio tutti i recapiti della Scuola e del Museo così per ogni cuoriosità sapete dove chiedere, ci tengo anche a dirvi che il lunedì pomeriggio potete chiamre a Scuola ed un maestro risponderà alle vostre curiosità sul cioccolato.

Per contattare La Scuola del Cioccolaro e per avere informazioni chiama il numero verde
800-800 907.

Per avere informazioni sul Museo Storico presso lo stabilimento Perugina di San Sisto chiama il numero 075/5276796.

Sul sito della Perugina troverai tantissime altre informazioni.

Di seguito vi lascio ancora qualche informazione sui prossimi corsi: cosa aspettate prenotatene subito uno!!


Informazioni
È possibile iscriversi ai corsi attraverso il numero verde della Scuola del Cioccolato Perugina 800-800-907, o semplicemente collegandosi al sito web www.perugina.it, accedendo alla sezione Scuola del Cioccolato.
I prezzi dei corsi di Perugia variano da 15 a 65 € a seconda della durata e se siano individuali o di gruppo, mentre i corsi di Roma e Napoli hanno durata di 3 ore e costano 65 €.

I Corsi di Perugia:
  • Master Nero
  • Baci Perugina: il Bacio che non ti aspetti
  • Creazioni Artistiche di cioccolato
  • I cioccolatini del film: Lezioni di Cioccolato
  • I cioccolatini del film: Lezioni di Cioccolato 2
  • Cioccolato e seduzione
  • I Baci Perugina: i segreti di un mito
  • Creare e degustare il cioccolato con i 5 sensi
  • Cioco-follia
  • Crea e decora il tuo cioccolatino
  • Cioccolato e frutta
Corsi a tema
  • Natale al Cioccolato: decori per la tavola
  • Il Presepe di Cioccolato
  • San Valentino: dimmi di sì
  • Pasqua: Crea, decora e personalizza il tuo Uovo di Pasqua
  • Festa della mamma: tenerezze di Cioccolato





5 dicembre 2011

#Natale: gli omini di san Nicolas

L'hanno scorso per il ponte dell'8 dicembre, siamo stati a Colmar nel nord della Francia.
Mi sono innamorata di questo bellissimo paese, le sue casette caratteristiche rendono il Natale ancora più magico.
Per la prima volta, per colazione, ho mangiato gli omini di San Nicolas, sinceramente non sapevo che si chiamassero così, l'ho scoperto solo pochi giorni fa leggendo il post che hanno pubblicato Carlotta e Daniela nel loro blog.
La storia dell'Omino su per giù la conoscevo, perchè anche qua in Italia si festeggia, e voi lo festeggiate??

Su wikipedia trovate tutte le informazioni sul Santo e la festa io ne riporto una parte:
A Bari il culto è molto sentito e dal 7 al 9 maggio nella città si festeggia il santo con una prolungata festa che ripercorre l'evento della traslazione delle sue ossa nella città, portando in corteo sul lungomare di Bari (il 7 maggio) il quadro con la sua immagine su una caravella.
A Molfetta e Terlizzi (Bari) c'è una tradizione che ricorre ogni anno il 6 dicembre: si dice che durante la notte san Nicola porti doni e dolciumi a tutti i bambini, che quindi ricevono il tutto la mattina del 6 dicembre. Nella stessa data viene festeggiato a Salemi (Trapani). A Ganzirri [4], frazione di (Messina) il santo viene festeggiato la seconda domenica d'agosto. La festa è caratterizzata da una spettacolare processione notturna di barche. A Bisceglie presso il Casale San Nicola (antico Casale risalente all'anno 1070 ca.) è presente una chiesetta risalente all'anno 1040 ca. dedicata al Santo da Mira. Attualmente non si esercita alcun rito religioso in quanto da anni sconsacrata, pertanto ogni anno il 6 dicembre si organizza una raccolta di doni e ci si associa ai festeggiamenti organizzati nel porto di Molfetta, dove San Nicola arriva dal mare a bordo di una barca per donare giochi e dolciumi ai bambini e recarsi in processione per le vie del porto sino in Cattedrale.
Naturalmente come ci scrivono le nostre amiche  soprattutto nel Nord Europa questa festa è sentita, nel loro post trovere anche la storia che si racconta ai bambini.

Ora andiamo alla parte interessante, cioè i nostri omini, io li ho preparati nella versione cioccolatosa, altrimenti potete farli anche senza niente dentro.
Le porzioni sono uguali a quelle di Daniela e Carlotta.




500g di farina
5 cucchiai di zucchero
80 grammi di burro
250ml di latte
1 uovo
1 tuorlo sbattuto con 1 cucchiaio di latte per la doratura
1 bustina di lievito di birra in polvere
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di gocce di cioccolato


Io ho iniziato scaldando il latte e ci ho sciolto dentro un cucchiaino di miele e il lievito, vi ricordo di scaldarlo poco altrimenti gli agenti lievitanti moriranno.
Nel frattempo, in una ciotola, unite la farina, lo zucchero, il sale e il burro a pezzettini, lavorate, e successivamente aggiungete l'uovo e il latte.
Lasciate lievitare per 2 ore (fino al raddoppio del volume).
Una volta che la pasta sarà lievitata, sgonfiatela e aggiungetegli le gocce di cioccolato.Dividete l'impasto in tante palline.
Aiutandovi con il taglia biscotti a forma di omino date forma ai bocconcini di pasta.
Cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti.



1 dicembre 2011

5 dicembre: 16 grandi chef per il Treno della Memoria

Copio e incollo l'iniziativa che eataly ha organizzato con l'associazione Terra del Fuoco.


Eataly insieme all’associazione Terra del Fuoco ha deciso di di realizzare una grande cena di beneficenza e raccolta fondi che si terrà il 5 dicembre presso la Sala dei 200 di Eataly Lingotto. Sono stati coinvolti 16 grandi chef piemontesi che prepareranno 16 piatti per una cena spettacolare e unica nel suo genere. Ci saranno 200 posti in lunghi tavoli conviviali. Ogni posto costa 100 €. L’obiettivo è riuscire a raccogliere 20.000 € da donare al progetto del Treno della Memoria. Ecco l’elenco degli chef:

ANDREA BERGESIO Boccondivino – Bra
MARISA TORTA Da Marisa al Castello – Castell’Alfero
MARCO FALCO La Torre – Cherasco
UGO FONTANONE La Taverna di Fra Fiusch – Moncalieri
DANIELE ROTA Antiche Sere – Torino
ANNALISA BRIZIO Trattoria Roma – Castelletto Stura
BARTOLO BRUNA Osteria della pace – Sambuco
DAVIDE SCABIN Combal.Zero – Rivoli
UGO ALCIATI Guido – Pollenzo
IGOR MACCHIA e GIOVANNI GRASSO La Credenza – S. Maurizio Canavese
CLAUDIO e ANNA VICINA Casa Vicina GuidoperEataly – Torino
WALTER FERRETTO Il cascinalenuovo – Isola d’Asti
ALESSANDRO BOGLIONE Al Castello – Grinzane Cavour
ANDREA RIBALDONE La Fermata – Spinetta Marengo
MARC LANTERI Il Baluardo – Mondovi’
LUCA MONTERSINO Golosi di salute – Monticello d’Alba

Il menù:

APERITIVI

Bagna cauda da bere
CLAUDIO e ANNA VICINA Casa Vicina GuidoperEataly – Torino
Pate’ di agnello sambucano con castagne
BARTOLO BRUNA Osteria della pace – Sambuco
Cono dolce salato con ricotta di pecora
ANDREA RIBALDONE La Fermata – Spinetta Marengo
Vitello tonnato
DAVIDE SCABIN Combal.Zero – Rivoli
In abbinamento: Ferrari Perle’ 2005 Magnum
ANTIPASTI
Baccala’ mantecato e rapa rossa
ALESSANDRO BOGLIONE Al Castello – Grinzane Cavour
Tortino di cardi e topinambur con fonduta
MARISA TORTA Da Marisa al Castello – Castell’Alfero
Baccala’ fritto con vellutata di castagne, lardo e fagioli Bagnasco
MARC LANTERI Il Baluardo – Mondovi’
Tortino di animelle con cavolo verza di Montalto Dora
UGO FONTANONE La Taverna di Fra Fiusch – Moncalieri

PRIMI

Pasta e fagioli
DANIELE ROTA Antiche Sere – Torino
Agnolotti ai due arrosti con salame cotto al burro fuso
ANNALISA BRIZIO Trattoria Roma – Castelletto Stura
Riso Carnaroli con carciofi e lumache di Cherasco
MARCO FALCO La Torre – Cherasco
SECONDI

Cubo di vitella al cucchiaio con patate schiacciate al rosmarino
UGO ALCIATI Guido – Pollenzo
Dentice scottato, crema di piselli e indivia belga brasata
IGOR MACCHIA e GIOVANNI GRASSO La Credenza – S. Maurizio Canavese

DOLCI

Panna cotta
 con pera Martinsec al vino rosso
ANDREA BERGESIO Boccondivino – Bra
Cremoso alla fava Tonka, arance di Sicilia e croccante
WALTER FERRETTO Il cascinalenuovo – Isola d’Asti
Zuppetta calda al cioccolato fondente, gelato al mandarino e crostini di pan di spezie
LUCA MONTERSINO Golosi di salute – Monticello d’Alba

In abbinamento:

Gavi Cantina Fontanafredda 2010
Barbera del Monferrato Briccotondo Volumi Bollati Cantina Fontanafredda 2009
Langhe nebbiolo Casa E.Mirafiore 2008
Moscato d’Asti Moncucco Volumi Bollati Cantina Fontanafredda 2010

Per prenotare: EVENTI EATALY TORINO

Che cos’è il Treno della Memoria?

E’ un percorso educativo della durata di un anno. Esso si poggia su quattro parole chiave, che ne scandiscono anche lo svolgimento temporale: storia, memoria, testimonianza e impegno. Il centro del progetto è il viaggio a Cracovia (PL) che si svolge tra la fine di gennaio, in occasione del Giorno della Memoria (27 Gennaio), e i primi giorni di Febbraio.

Perchè visitare Auschwitz?

Perchè significa non dimenticare ciò che l’uomo è stato capace di fare all’uomo, nel cuore dell’Europa, poco più di sessant’anni fa. Visitarlo significa porsi all’ascolto del monito del lager: scrive Primo Levi “E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Ogni anno il Treno della Memoria porta oltre 1400 persone dal Piemonte a visitare il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz – Birkenau.

Che cos’è Terra del Fuoco?

Terra del Fuoco, Associazione Culturale senza scopo di lucro che si occupa di educazione alla cittadinanza e cooperazione internazionale nasce come ricerca della nostra memoria e delle nostre origini nel periodo in cui le testimonianze dirette dei terribili accadimenti della 2° Guerra Mondiale iniziano a sparire definitivamente.

Perchè una cena di beneficenza?

Quest’anno la Regione Piemonte, non è in grado di confermare interamente il contributo che negli scorsi anni ha permesso a Terra del Fuoco il Treno della Memoria. Siamo convinti che oggi, anche in un momento di crisi economica sia giusto dare la possibilità a tanti ragazzi di partire per andare a visitare il campo di concentramento di Aushwitz e Birkenau.

200 posti in lunghi tavoli conviviali. 100 € a partecipante.

29 novembre 2011

La mia torta di carote (carrot cake)

Buongiorno,
oggi è la mia giornata, Viola è dai nonni, Luca e a Roma ed io mi dedico a quello che più mi piace: cucinare, rilassarmi, prendermi cura di me e poi...bisogna..cavolino..studiare e sistemare casa.
L'ultimo algomento è un punto dolente, io non so voi, ma a casa mia sembra sempre che passi un tornado..nulla è mai dove lo lasci e poi sempre con l'aspirapolvere in mano (ma perchè ho scelto i pavimenti chiari??????)

Domenica scorsa, come avrete visto su facebook, abbiamo fatto un bel raduno in Franciacorta grazie a Gianni e sua moglie Emanuela, abbiamo passato una bella giornata mangiando e bevendo.
Siamo andati a visitare la cantina Mirabella , e l'enologo ci ha spiegato il metodo classico.
Io lo spero tanto (come per la storia tartufo) che il mio bel maritino si metta a scrivere un bel post su che cosa ha appreso domenica, altrimenti sapete che vi dico??? Non me lo porto più insieme!!

Se vi interessa sapere il programma e  chi a partecipanto clikkate qui e per le foto dedicherò post a parte.
Ora torniamo a quello che veramente volevo scrivervi.
L'altro giorno, presa da una furia pro carota, ne ho comprate 4 kili al mercato..non ci sono spiegazioni, è una pura pazzia.
Volevo fare la marmellata ma invece ho deciso di prepararle in diverse maniere, ecco la prima.



Una torta di carote rovesciata e dolce. E' molto facile e veloce.

per 4 stampi

carote 15 carote
burro qb
zucchero 4 cucchiaini
pasta brisè 1 sfoglia
mandorle una manciata


Una volta lavate e pulite le carote, mi raccomando levateli bene tutta la pellicina altrimenti la torta rimarrà amara, cuocetele a vapore, fino a quando non saranno ben cotte.
Nel frattempo imburrate i vostri stampi, potete usare sia quelli usa e getta di carta che quelli di metallo della Guardini.; e spolverizzateli di zucchero.
Quando le carote saranno cotte, tagliate a pezzetti, dell'altezza del vostro stampo, e su per giù tutte uguali.
Questa torta bisogna farla al contrario, quindi adesso adageremo le carote sullo zucchero e burro, tutte belle dritte, poi spolverizzeremo con le mandorle tritate grossolanamente e ricopriremo con la pasta brisè (scegliete voi se quella pronta o fatta da voi). Cuocete in forno caldo a 180° per 15 minuti.
Servite tiepida.


26 novembre 2011

I salumi del frantoio

Martedì sera, io e "la Franci" di Spadelliamo insieme ci siamo avventurate in una serata "oltre territorio".
Infatti a Milano avevano organizzato, in zona Navigli, una serata sui nuovi Salumi del frantoio.
Partite alle 5.45 siamo giunte a destinazione intorno le 7.30 (mamma che traffico!!), ma ne è valsa la pena...infatti ho conosciuto Chiara della kucina di kiara, in super linea, la solarissima Ely della Cucina di ely , ma non solo Paola della cucina piccolina. (e poi c'erano tante altre blogger)
Oltre le mille risate, il Frantoio Celletti ci ha presentato, come dicevo prima, questa gamma di salumi, che cosa hanno di interessante?? Sono a basso contenuto di grassi.
 Infatti:
È da qui che siamo partiti per elaborare la nostra ricetta innovativa, un brevetto del Frantoio Gentileschi che si serve della genuinità dei nutrienti dell'olio extra vergine di oliva, per sostituirli in buona parte ai grassi saturi animali, presenti solitamente in gran quantità nei salumi.
I grassi monoinsaturi contenuti nell'olio extra vergine di oliva sono considerati infatti "grassi buoni", in quanto favoriscono il mantenimento della normale fluidità del sangue e riducono la quota di colesterolo.

Potrete trovate molti prodotti come prosciutto, mortadella, wurstel, tacchino.
Durante la serata la nustrizionista Samantha Biale ci ha spiegato che cosa hanno di importante questi salumi:

Con i Salumi del Frantoio, si è fatto un ulteriore passo avanti per migliorare ancora di più le caratteristiche nutritive di questo pregiato alimento della tradizione italiana: l’aggiunta di olio extra vergine italiano a carni magre di alta qualità, ha permesso di ridurre le calorie e contemporaneamente arricchire il prodotto di ‘grassi buoni’, dando finalmente una risposta concreta a chi vuole godere della buona tavola e contare su un apparato cardiovascolare sempre efficiente.

Oltre a tutto questo il Sing Celletti ci ha anche insegnato a degustare l'olio (ne farò un post a parte perchè è stato molto interessante) ma non solo, Silvia Luppi ci ha anche insegnato qualche trucco per fare foto più belle ai nostri piatti. Speriamo sia servito :-)) 








25 novembre 2011

Week end Vinchef a casa Toso.

Finalmente ho un'attimo di tempo per raccontarvi il mio bellissimo week end passato a Casa Toso, nelle Langhe, per scoprire il loro nuovo prodotto VinChef.
Questa avventura inizia venerdi pomeriggio.
Verso le 5.00 pm, io e mio marito ci siamo messi per strada con destinazione Nizza Monferrato: Tenuta la Romana, un bellissimo agriturismo immerso nel verde, peccato essere giunti di notte,  il panorama era da togliere il fiato.


Appena arrivata ho potuto conoscere Monny B, ma non solo, c'erano anche Francesca e Pietro di SingerFood, Silvia e Ljuba (ormai con loro divido diverse avventure), Carlotta e Daniela due stupende mamme che vivono nel Lussemburbo, oltrettutto hanno un blog stupendo centrato sui bambini (merita farci un giro!!!)), Giulia di Montagne di biscotti, Alessia (che ci rivedremo già domenica per, naturalmente ,mangiare insieme!!) ma anche altri blogger..diciamo che con questi  ho potuto fare delle belle grosse e grasse risate...

La sera stessa dell'arrivo, il signor Toso ci ha invitati tutti in un Ristorante e abbiamo mangiato dei piatti stupendi a base di vinchef o tartufo.



L'indomani siamo andati a fare una bella visita a Casa Toso, li producono molti tipi di vino.
Di seguito trovate le foto dell'imbottigliamento del moscato per il mercato americano.


Nel pomeriggio, dopo un bel pranzo cucinato da noi siamo andati a "caccia" di tartufo con un vero trofulao e la sua cagnolina luna. (Visto che mio marito gli ha fatto il terzo grado, spero che scriva un bel post sul tartufo)





Adesso, dopo avervi raccontano il week end,  vorrei farvi conoscere questo nuovo prodotto.



Che cos'è Vinchef?

E' un'insaporitore a base di vino e erbe aromatiche, ottenuto dall'infusione in una soluzione di vini binachi italiani, di alcune erbe e spezie come il rosmarino, il timo, all'alloro, coriandolo, origano, aglio.

A cosa serve?

Per arricchire il sapore dei piatti,ad aiutarvi in cucina (cosa molto importante).

Durante il week end ho avuto di provare il prodotto su diversi piatti, ed effetivamente aiuta a rendere il gusto più ricco, aggiungendo il profumo degli aromi tipici della macchia mediterranea.
Nel sito trovate molte ricette da preparare con il vinchef, non vi resta che provare e dirmi cosa ne pensate anche voi. (http://vinchef.blogspot.com/)

Vi lascio con la ricetta che ho preparato  con Carlotta e Pietro.

Ingredienti:
 fettine di petto di galletto
farina bianca
olio di oliva
cipolle, carote
 sedano
aceto di vino
Vinchef
sale

Per la marinatura:

Stufare le verdure tagliate sottilmente in abbondante olio di oliva, unire l'aceto e il Vinchef: portare ad ebollizione versare in una ciotola dove unirete i bocconcini di galletto

Per i bocconcini:

Infarinate le fettine di petto di galletto che avrete tagliato a bocconcini e rosolatele a fuoco lento in olio di oliva salate e a cottura ultimata sfumate con un bicchiere di vinchef adagiate i bocconcini nella marinatura lasciar insaporire per almeno 1/2 ora e servire tiepidi. Nel caso questa preparazione può essere preparata il giorno precedente e conservata in frigorifero al momento di portare in tavola intiepidire il tutto anche passandoli velocemente nel microonde per pochi istanti