8 maggio 2012

Frittelle di fiori d'acacia Friceu 'd fiur 'd gasia


Ringrazio mio papà che nonostante la pioggia sia andato a raccogliermi i fiori prima che il temporale li distruggesse.


Le avevo già proposte nel blog queste frittele, esattamente un'anno fa, una ricetta diversa, come diverse erano le mie foto e i post.
Prima di passare alla ricetta, grazie ad una Naturalista che ho conosciuto su Facebook, sono venuta a conoscenza di come sichiama in verità questa pianta e quali parti sono commestibili e quali no.
Condivido con voi la sua sapienza:
La Robinia pseudoacacia è una pianta delle Fabacee (ex Leguminose) pioniera e infestante, ma lasciata perchè miglioratrice del terreno poichè anche essa opera l'azotofissazione simbiontica.
I fiori bianchi, simili a quelli del pisello (o a quelli del maggiociondolo GIALLI E VELENOSISSIMI) sono commestibili, mentre il resto della pianta è tossica per l'uomo. Le frittelle di robinia (in veneto "cassia") sono diffuse soprattutto nel Nordest: sono dolci naturalmente - il miele di acacia è in realtà di robinia ed è uno dei più dolci, proprio per questo - e gradevolmente profumati anche al palato.
Si distingue dalla Acacia per il colore dei fiori (gialli nell'Acacia - per la cronaca la mimosa dell'8 marzo è Acacia dealbata) e perchè non sono labiati come quelli della Robinia, ma piumosi.
Inoltre la Robinia ha lunghe spine su tutto il fusto
mentre l'acacia ce le ha solo sulle foglie (stipole spinose).

In piemonte si chiama Gasia, e le frittele Friceu 'd fiur 'd gasia.








1 uovo
1 bicchiere e mezzo di latte
1 cucchiaio di miele
Farina q.b.
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
olio di arachidi per friggere


Sciogliete il miele nel latte, unitevi l'uovo e sbattate bene con una forchetta.
Unite al vostro composto la fanina, quanta ne pasta per avere una pastella non troppo liquida, ed invine aggiungete il lievito per dolci.
Friggete i fiorni in olio di arachidi ben caldo.








Per questa ricetta ho utilizzato:

13 commenti:

  1. che ricordi... da piccola andavo nel bosco a raccogliere bracciate di gasia per i conigli. Devono essere deliziose. Proverò! =)

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  2. Ma che bella idea! Assolutamente da provare :-)

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  3. Ciao, che brava che sei!!!Le avevo fatte l'anno scorso ma non erano niente di che! Bella anche la foto! è stato bello conoscervi, un bacio!

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  4. Non conoscevo queste frittelle ma le trovo incantevoli e delicate a tuuta natura!!!baci,imma

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  5. che belle queste frittelline, le disconoscevo completamente, però devono essere veramente molto buone, voglio provarle :-)

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  6. La naturalista ringrazia dei ringraziamenti e della citazione :-P

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  7. Wow...queste frittelline sono interessantissime!!! baci

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  8. Adoro questa ricetta! acquisto sempre il miele di robinia in cascina e lo trovo squisito... non avevo mai visto però la pianta, è meravigliosa! :)
    ... e queste frittelle sono squisite!!

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  9. Non sapevo che i fiori di acacia fossero commestibili! Li vado subito a cogliere!
    Ciao

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  10. Una assoluta novità per me! Mi hai incuriosita!

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  11. Laura ma queste frittelle sono una novità per me.. lo sai che non ho mai mangiato i fiori d' acacia?!?!
    ho molto da imparare da te.. eheh... hai uno stile di cucina "naturale" fatta fi frutta, di fiori, di passeggiate all' aperto che condivido e ammiro moltissimo.
    un bacione e buona giornata!!!

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  12. Friceu 'd fiur 'd gasia... d'andua at veni, ti?
    scherzo, provo a farle subito!!!!

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